FASHION DEFEATS PURPOSE

Installazione performativa site-specific di Tobias Tran

Cos’è l’arte? Non so. Qual è il significato dell’arte? Forse un atto di egocentrismo. O forse no.

Quale connessione sussiste tra moda e arte? Funzione. Glamour. Sogno di identità. Apparire. Essere. Il Fuori. Il Dentro. Molto altro ancora. Troppe domande.

Durante la mia formazione sono sempre stato affascinato dal “gioco dei colori”: l’incredibile capacità combinatoria di una palette apparentemente finita, ma in grado di costruire infinite tonalità. L’arte del make-up è quella di mettersi alla prova continuamente, imparare continuamente, non disdegnare l’ignoto e la sperimentazione. Il make-up nell’arte è un esercizio di precisione, preparazione ed improvvisazione. Che, in questo caso, si traduce in ‘performing art’. L’occhio interiore, che osserva la Bellezza celata della creazione, che ne trae forme e dimensioni, proporzioni e imperfezioni. La moda è tutto. E niente. La moda passa, lo stile rimane. Sempre e comunque. Parola di Coco Chanel. Lo stile, poi, è un tratto dell’identità. O viceversa. A seconda del punto di vista, che è fluido, come la società.

Una domanda sorge spontanea, soffermandosi di fronte ad una delle innumerevoli vetrine dell’era post-capitalista: siamo noi a identificarci con il manichino, oppure è il manichino ad immedesimarsi in noi? Sconfiggere la funzione in favore dello stile è, forse, la risposta.

Per info: dreamsthatmoneycannotbuy@gmail.com

LASCIA IL SOGNO | Installazione site – specific per i visitatori

Il visitatore è chiamato a riflettere sulle tematiche proposte, lasciando un sogno nello spazio di connessione riservato ad un’installazione site – specific per i visitatori, che si configura come raccoglitore di sogni anonimi.

Può essere un sogno disegnato, appena accennato, scritto, un sogno mai espresso, irrealizzabile, inventato.

La mostra vuole divenire incubatore di sogni, non solo degli artisti, ma anche dei visitatori.

Per info: dreamsthatmoneycannotbuy@gmail.com

FACE IN HOLE | scatta e partecipa

Scatta e partecipa al nostro contest su instagram.

La foto con più like vincerà una tote bag con un disegno di Laurina Paperina.  Il contest instagram durerà dal 5 al 26 ottobre.

Partecipa fotografandoti in “Face in Hole”!

Per info: dreamsthatmoneycannotbuy@gmail.com

SOGNO O NON SONO? | Laboratorio sperimentale teatrale

Laboratorio sperimentale teatrale a cura di Carlo Bollani accompagnato da Elisabetta Del Ferro
– Un percorso di ricerca e scoperta personale, individuale, collettiva e artistica.
– Percorso di due giorni di messa in scena delle proprie immagini oniriche assieme al Teatro degli Incurabili.
Il laboratorio sperimentale è aperto a tutti. Il lavoro si basa sul metodo dell’attore creativo, guidando il partecipante nella costruzione di azioni teatrali, da trasformare in scene, in figure caratteristiche o “pre-personaggio” da rielaborare in uno spettacolo finale.

Si faranno esercizi di drammaturgia fisica, costruzione scenica, ritmo, analisi teatrale, improvvisazione e montaggio collettivo.

Si andrà ad indagare sul rapporto che ognuno dei partecipanti ha con il sogno, luogo privilegiato dove scompare il concetto di non-contraddizione come quello di spazio-tempo.

L’indagine non si fermerà al momento del sogno, ma proseguirà nel personalissimo dramma che coinvolge ogni persona al risveglio da un sogno; dopo il sogno compare la coscienza, lavoro quotidiano di recupero della ragione.

Al termine dell’esperienza è previsto uno spettacolo finale aperto al pubblico, esito del lavoro svolto.

• Rapporto tra sogno e realtà.

L’intento del laboratorio è quello di trasferire o per meglio dire tradurre fisicamente la parte più onirica a quella più ragionata del vivere quotidiano. L’approccio è fisico e pragmatico, mantenendo il pensiero come strumento d’azione e non di zavorra.

• Collaborazioni e supporto

La musica sarà un elemento fondamentale del lavoro.

La collaborazione e le incursioni della musicista e compositrice Sarah Wéry saranno essenziali per l’edificazione dello spettacolo finale e per carpire dettagli necessari dello stare in scena.

Il laboratorio è aperto a chiunque abbia voglia di mettersi in gioco.
Per la tipologia del lavoro le iscrizioni al laboratorio verranno chiuse non appena raggiunto il numero massimo di 15 partecipanti.

Il costo del laboratorio sarà di € 30 a partecipante.

Per info e iscrizioni teatrodegliincurabili@gmail.com

 

TALK CINEMATOGRAFICO

“This is a story of dreams mixed with reality”. Alcune riflessioni a
proposito di “Dreams that Money Can Buy” di Hans Richter.

Diretto nell’immediatezza del secondo dopoguerra, Dreams that Money Can Buy (1947) è generalmente ritenuto il primo tentativo di lungometraggio d’avanguardia all’interno della produzione cinematografica americana. Frutto di un’idea del pittore e regista tedesco Hans Richter, immigrato negli Stati Uniti all’inizio degli anni Quaranta, il lungometraggio si compone di sette episodi realizzati da alcuni fra i principali artisti delle avanguardie storiche come Max Ernst, Fernand Léger, Man Ray, Marcel Duchamp, Alexander Calder e lo stesso Richter.

A fare da filo conduttore a ciascun segmento narrativo è l’affascinante intreccio ‒ particolarmente caro alla sensibilità surrealista ‒ tra vita onirica e desiderio. Ma a dispetto della sua originalità visiva, del prestigio dei suoi autori e perfino della sua capacità di strizzare l’occhio a certe atmosfere del cinema hollywoodiano coevo, soprattutto a quelle del noir, Dreams that Money Can Buy resta una pellicola poco conosciuta nella storia della settima arte, talvolta perfino bollata come esperimento fallito.

Al contrario, ci troviamo innanzi a un’opera complessa, multiforme, in cui ogni episodio, come scrive lo storico del cinema delle avanguardie William E.B. Verrone, si dimostra «strano, surreale o curiosamente emozionante». Una volta ripercorsa la vicenda realizzativa di questo ipnotico avant-garde film, l’intervento di Diletta Pavesi cercherà di render conto della specificità di tutti i diversi segmenti che lo compongono e del particolare apporto di ciascuno degli artisti coinvolti.

Per info: dreamsthatmoneycannotbuy@gmail.com

 

WORKSHOP DI PUNTASECCA E MONOTIPIA | con Margherita Paoletti

Laboratorio pratico indirizzato alla scoperta delle tecniche di incisione e stampa, attraverso l’utilizzo del torchio calcografico.

I partecipanti saranno guidati nella realizzazione di due tipologie di stampe:  la puntasecca e la monotipia.
La puntasecca è una delle tecniche più antiche di stampa, utilizzata dai grandi maestri come Albrecht Dürer e Rembrandt. Essa consiste nell’incidere, attraverso l’utilizzo di una punta di metallo, una lastra di plexiglass, che poi verrà inchiostrata e stampata per mezzo di un torchio calcografico.
La seconda tipologia di stampa è la monotipia, una tecnica più recente e sperimentale. Quest’ultima consiste nel dipingere con un pennello la superficie della lastra di plexiglass, che poi sarà stampata con il torchio.

Le potenzialità espressive di queste tecniche sono tutte da scoprire, grazie a questo workshop i partecipanti esploreranno a fondo tutte le fasi di realizzazione di un’incisione, dal disegno alla stampa. 

Numero partecipanti: 6/7

Durata: 2 ore

Target: adulti

Costo: 10 euro (il costo copre le spese per i materiali)

Quando: sabato 20 ottobre
Orario: 17.30-19.30

Per info: dreamsthatmoneycannotbuy@gmail.com

 

TAROCCO ONIRICO | a cura di Giacomo Marighelli

Nei tuoi sogni il riflesso delle attenzioni del giorno” con questo incipit l’artista poliedrico Giacomo Marighelli sarà lieto di accogliervi con un laboratorio disegnato ad hoc per la mostra Dreams That Money Can’t Buy.

Tarocco onirico sarà un laboratorio esperienziale in cui ogni partecipante avrà l’occasione di ri-scoprire parti di sé che spesso sono offuscate, nascoste o trattenute. Il mondo onirico di frequente si rivela a noi come un velo misterioso o come portatore di segni che non cogliamo o accogliamo. I Tarocchi, grazie alla loro simbologia e al loro linguaggio archetipico, rappresentano uno strumento di vita ideale per indagare i sogni e di conseguenza l’Inconscio. Gli Arcani Maggiori, come “quintessenza”, raccolgono in immagini la totalità dei nostri sogni, quindi della realtà, indicando l’aspetto su cui la Coscienza ha bisogno di focalizzare. I sogni, descrivendo con puntualità la situazione interiore del sognatore, sono a loro volta la manifestazione di ciò che accade: l’autorappresentazione spontanea dell’Inconscio.

Ognuno vive la propria vita, coltiva le proprie aspirazioni, crede nei propri sogni, senza avvertire inevitabilmente la necessità di condividerli. Tarocco onirico ha la volontà di essere così un laboratorio teorico-pratico dove la sfera personale si apre alla visione della collettività, in cui accade qualcosa di inaspettato, di magico, laddove ci si reca mossi da un interesse personale e laddove ci si trova circondati da tante altre vite, da altre aspirazioni, da altri sogni. Un laboratorio che ci insegna che tutto è connesso a qualcos’altro, un laboratorio in cui esplorarci

Il laboratorio è rivolto a chiunque, anche a chi di Tarocchi non sa nulla, l’unica cosa richiesta è la voglia di interagire. Verrà messa in pratica una vera e propria inter-Azione, tra comunicazione, creatività, contatto e empatia.

È consigliato vestirsi comodi, come ognuno reputa la comodità per se stesso. Ogni partecipante è invitato a portarsi penna e fogli per l’eventuale utilizzo. Chi volesse può portarsi cuscinetto per stare seduto comodamente a terra, anche se potrebbe non servire.

L’orario del laboratorio è dalle 17.00 alle 20.00 di domenica 21 ottobre 2018.

Preparatevi, in questo laboratorio si entrerà Nel sogno del Tarocco.

Per info: dreamsthatmoneycannotbuy@gmail.com